Foto
In ogni sito che si rispetti c’è una pagina delle foto. Perciò, di certo, non poteva mancare qui… che significato dare a delle foto di persone che esibiscono il proprio corpo?
Sicuramente farsi delle foto ha le sue origini nella componente narcisistica che ognuno di noi ha. Scopriamo le carte: io non mi ritengo certamente bello o interessante. Occhiali, faccina a bravo ragazzo… se me lo potessi permettere, sarei il più gasato dei gasati. Vorrei essere John Connor, non Paolino… Provate a visualizzare il presente Paolino con i denti a coniglio che dice “Sarah, ho attraversato il tempo per te…” Bleah… ho i conati solo a pensarci. Però, una mia foto che io ritengo “bella”, mi piace.
Perciò, ognuno è un narcisista: si sposta il concetto di “bello” ai contesti di interesse e abbiamo foto di persone che curvano in moto con le ginocchia a terra, foto di pescatori con pesci enormi, foto di gesti atletici… tutte hanno in comune la “bellezza”. Basta avere la conoscenza del contesto e questa bellezza risalta subito. Le foto in stile culturistico, riguardando delle forme fisiche, sono l’esaltazione (nel bene e nel male) del “bello”. Perciò se ognuno di noi è un narcisista malgrado tutto, chi si fà le foto del proprio fisico, lo è più di altri. Accettatelo e accettiamolo, di fatto è così.
Preferisco dirlo io piuttosto che essere psicanalizzato da qualche Freud dei poveri che vede nelle mie foto un complesso di Edipo non risolto con devianze malate che potrebbero sfociare in omicidi di massa dove comunque sarebbe colpa della Società senza valori in cui viviamo… riconosco la vena di autocompiacimento.
C’è però un altro aspetto. Una foto è un biglietto da visita per avere credibilità nel mondo del fitness e della palestra. Anche questo è un dato di fatto. Del resto, in un congresso di Astrofisica quali sono gli elementi che qualificano un interlocutore? Da cosa è data la sua credibilità? Dai titoli, dalle pubblicazioni. Di certo, non appare credibile chi ha inventato 10 teorie di cui 11 sono state sputtanate da altri, no?
Nel barbaro bodybuilding dove vigono delle leggi primordiali, le dimensioni del corpo, qualificano. Se è triste per certi aspetti, è anche giusto che sia così.
Riavvolgiamo il nastro. Essenzialmente, due sono i profili di persone che esistono nel mondo della palestra. C’è l’allenatore di atleti, c’è l’allenatore di se stesso. Se strizzate tutte le figure del variegato mondo del fitness, vi accorgerete che rimangono solo queste due tipologie. Personal trainer, istruttori della sala pesi, insegnanti di aerobica sono allenatori di atleti ad esempio, culturisti e palestrati sono allenatori di se stessi.
Nel primo caso, l’autorevolezza e la credibilità possono essere dati da titoli certificati, corsi svolti, studi fatti, ma principalmente dai risultati conseguiti sugli atleti allenati. Dire che tizio ha allenato 3 campioni olimpici conferisce, e giustamente, un alone di rispetto a quello che dirà. Forse dirà cose non adatte a chi ha di fronte, ma come minimo non dirà delle assurdità.
Nel secondo caso, l’unico parametro che qualifica chi si ha di fronte è il risultato su se stesso. Direi che è una condizione necessaria. Non certamente sufficiente ma di certo necessaria. Se io faccio palestra, si deve vedere. In termini di carichi sollevati e di forme corporee. Perchè carico e forme sono i “valori” che governano la palestra. Possiamo discutere quattro fine settimana sul fatto che tutto questo sia sbagliato, che sono valori effimeri, che il mondo andrebbe meglio se non ci fossero… ma non discuteremo mai del fatto che non sia così. E, per certi aspetti, è giusto che sia così.
Se voi perciò volete raccattare un minimo di credibilità per quello che dite (e io ad esempio, lo voglio), dovete sembrare che dall’attività che svolgete avete ricavato dei risultati. Spiace ancora dirlo, ma non credo che nessuno si farebbe fare una dieta da un obeso o spiegare gli esercizi da uno che solleva meno di voi… perchè il “mondo del corpo” è un mondo, appunto, barbaro. Però, concedetemelo… non può che essere così…
Uno che esegue gli esercizi come se avesse le convulsioni non può venirmi a dire che lo stacco da terra che faccio io mi farà male alla schiena. Lo accetto da tutti ma non da uno così, a meno che non abbia allenato un primatista del mondo. Ancora, difficile non sorridere se un tipo di 60Kg mi parla di differenze fra ipertrofia sarcoplasmatica e miofibrillare: farebbe bene a “magnà’pparecchio e spigne sotto li pesi” per 2 o 3 anni.
Bene, iniziamo perciò questa carrellata di foto per dimostrarvi quanti io sia qualificato per illuminare le vostre menti assetate di conoscenza.
Come prima foto questa non poteva di certo mancare! Nel lontano Cambriano superiore, quando le macchine fotografiche avevano la pellicola, molte volte rimanevano una o due foto da scattare prima di poter sviluppare il tutto… foto di questo tipo si trovano in fondo a quasi tutti i rullini delle vacanze. Eh sì, una forma di umorismo che fà ridere solo me…Devo dire che mio cognato ancora, pur avendo la digitale, ogni tanto mi dice: “fai finta di stare male!” e mi fotografa. E ridiamo. Nemmeno come due bambini, dato che i nostri figli non ridono… proprio come due deficienti.





